La Mig 2.0 ha sostituita la Mig, la primogenita di questa specie di ebike con batteria esterna ancorata sotto al tubo obliquo, ben dissimulata dalla elegante curva del telaio disegnato da Drudi Performance, nota anche nel settore della MotoGp.

Dopo diversi mesi, la pandemia non ha aiutato, Thok ha messo mano anche alla Mig R che adesso adotta lo stesso telaio della 2.0 con geometria di ultima generazione: top tube allungato, angolo sterzo aperto di 66° e tubo sella dritto con angolo da 74,7°.

La Thok Mig R si evolve ma non cambia il suo modo di essere fuori dal coro, diversa dalle altre, retrò nell’anima ma sempre attenta alle prestazioni.

Queste modifiche, ci assicurano ad Alba, “trasmettono un maggiore comfort di guida, un’elevata trazione e un migliore controllo nei passaggi più tecnici”. Ma sono modifiche che si percepiscono nella guida dell’e-biker della domenica oppure sono limitate a chi sulle e-bike ci passa molte ore ed è in grado di rilevare le minime differenze?

Noi abbiamo l’obiettivo di rispondere proprio a questa domanda, non essendo dei “pro” e conoscendo molto bene la precedente R per averla utilizzata in alcuni dei nostri E-Bike Tour.

Una comparativa – non comparativa fra le due Thok Mig R

Saremmo tentati di proporre una comparativa ma sarebbe una recensione riduttiva per chi non ha mai posseduto o provato a fondo una Mig. Quindi vi racconteremo come va la nuova Thok Mig R 2021 e faremo solo degli accenni qua e là di confronto con quella che l’ha preceduta.

Innanzitutto chiariamo che si tratta di una All Mountain: con i suoi 140 mm al posteriore e 150 mm della forcella rientra in questa categoria a pieno titolo e quindi, sulla carta, ottimizza il comportamento dinamico fra salita e discesa.

Le sospensioni Fox fanno bene il loro lavoro sia quando si va a passeggio sia quando si lasciano i freni e la si fa correre sui trail. Sono ben sostenute nelle asperità più pronunciate e al tempo stesso dolci e scorrevoli quando ci si aspetta un buon confort su trail turistici. Sostituiscono degnamente le Rock Shox della precedente Mig, forse con uno step in più in termini di poliedricità di utilizzo.

Le nuove quote ciclistiche del telaio della Mig 2.0

Facciamo un passo indietro per parlare del telaio: la posizione appena si sale in sella è molto naturale, ci si sente subito a casa esattamente come accade su una moto della Honda.  Sali e ti senti subito in grado di dare gas, è rassicurante da subito.

Adesso la posizione è un po’ più distesa rispetto alla precedente perché l’allungamento del top tube si sente eccome, e si apprezza fin dalle prime pedalate. In salita la ruota anteriore da 29” copia bene il terreno e solo sui trail più ripidi tende ad accennare un sollevamento, ma sicuramente meno accentuato rispetto alla vecchia Mig che richiedeva un po’ più di attenzione in questo senso.

La ruota dietro da 27,5”, quindi è una emtb mullet, fa altrettanto bene il suo lavoro offrendo una trazione di tutto rispetto anche grazie al grip offerto dagli pneumatici Maxxis Assegai da 2,6 montati di serie. La Mig con ruote differenziate noi l’avevamo già provata e qui puoi trovare il resoconto della nostra prova comparativa fra Mig R si serie e trasformata Mullet https://www.e-biketour.net/ruote-275-vs-mullet/

Sulla Mig R 2.0 abbiamo riscontrato le stesse sensazioni positive ma con un maggiore controllo sull’anteriore in salita e con più stabilità e direzionalità dell’avantreno in discesa: una All Mountain che strizza l’occhio all’Enduro, quando la si vuole far correre.

Una All Mountain per tutti

Le All Mountain in genere sono quelle ebike che fanno un po’ di tutto ma non fanno niente in modo eccellente. La coperta è quasi sempre corta: è difficile ottenere risultati eccezionali su certi fronti senza dover cedere qualcosa sugli altri.

Noi avevamo già scritto della prima Mig che il suo punto di forza era proprio l’equilibrio dinamico, che allora avevamo definito “allargato” perché in grado di dare buone soddisfazioni in salita e nel tecnico ma anche ottime risposte in termini di stabilità e sicurezza nel veloce. E con una maneggevolezza che ricorda più una Mtb da Enduro un po’ pesante piuttosto che una e-bike leggera.

Con la Thok Mig 2.0 R abbiamo riscontrato le medesime sensazioni con un lieve miglioramento su tutti i fronti. La ruota sa 29” pollici davanti fa bene il suo lavoro e il telaio rivisto ne esalta ulteriormente le prestazioni.

Siamo ancora di più in presenza di una e-mtb fuori dal coro per la sua capacità di regalare emozioni nelle raidate di tutti i giorni con la possibilità di allungare il passo quando se ne ha voglia ottenendo sensazioni di una buona stabilità e sicurezza di guida. Anche nel tecnico il baricentro basso, ottenuto grazie alla posizione della batteria ancorata sotto al tubo obliquo, permette di salire dove non penseremmo di riuscire ad arrivare e di scendere da trialere senza mai avere la percezione di “cadere in avanti”. Permette di osare un po’ di più.

Shimano ep8: dolcezza e potenza che si fondono “naturalmente”

Se in discesa il merito è tutto di un telaio sincero ed equilibrato, in salita ci mette lo zampino anche il nuovo (ma non nuovissimo ormai) motore Shimano ep8.

Partiamo subito con una comparativa: fra i nostri trail ce n’è uno in particolare che utilizziamo per valutare le doti di erogazione e maneggevolezza di ebike e motori. È un ripidone che serpeggia fra gli alberi, stretti da far passare appena il manubrio, e che alterna radici, pietre e piccoli gradini ben conditi qua e là da punti scavati dall’erosione delle piogge.  Insomma, nulla di impossibile ma la somma di tutto quello che potremmo incontrare sui nostri sentieri e che qui lo troviamo in sequenza in poche centinaia di metri. Molte volte è necessario fermarsi, in surplace, per poter ripartire sulla traiettoria giusta.

E qui il mix Mig R 2021 più Shimano ep8 ci hanno davvero stupefatti: normalmente era un percorso da 1 o 2 penalità (in gergo trialistico il numero di piedi appoggiati a terra), questa volta l’abbiamo fatto a zero per tre volte consecutive. Non è solo fortuna, non è solo la giornata “giusta”.

L’erogazione del motore con il setting base Shimano ci ha aiutato a ripartire con naturalità e dolcezza ma con una spinta sui pedali importante per riuscire a superare tutte le asperità. E questo sia in Trail sia in Boost, normalmente ostico sul precedente E8000 nelle ripartenze da fermo in salita.

Forse questa è la migliore caratteristica che abbiamo rilevato perché nell’utilizzo normale le differenze con il precedente motore si riducono a una maggiore silenziosità (ma fa più rumore di “sferragliamento” in discesa), il doppio profilo di assistenza regolabile dal display e il Walk finalmente non collegato al rapporto del cambio inserito.

È tutto qui? No, il suo punto di forza dovrebbe essere la possibilità di regolare in modo millimetrico la sua modalità di erogazione. Ma noi, sinceramente, non ne abbiamo sentito il bisogno: così come esce di fabbrica ci ha dato tutto quello che ci serviva!

L’abbinamento con la batteria da 630 Wh, sempre esterna ma un po’ più panciuta, e il 36% in meno di trascinamento strizzano l’occhio a una riduzione dei consumi e a una maggiore autonomia.

Montaggio SRAM

Contrariamente alla precedente che montava Shimano XT, sulla Mig R 2021 troviamo i freni Guide RE della Sram e il cambio a 12 velocità GX sempre del produttore americano. Se il cambio ha un funzionamento eccellente, ma richiede una buona regolazione come tutti i 12v, con i freni non abbiamo trovato subito un feeling perfetto in termini di potenza e modulabilità.

La pinza degli Sram Code garantisce una buona potenza frenante ma il comportamento è un po’ “spugnoso” e non sempre “diretto” come vorremmo noi.

Ma siamo su una AM e quindi, forse, stiamo chiedendo troppo ad un impianto che non dovrebbe fare gli straordinari su lunghi trail enduristici. Ma questo dipende anche dai nostri gusti di guida!

Per maggiori info sulla Mig R 2.0 e su tutta la gamma Thok consultate il sito del produttore https://www.thokbikes.com/

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